Attenzione
Che riparano da soli macchine e impianti direttamente dal cliente, e non solo in officina.
Zona Piacenza
Sei uno di questi, o fai un lavoro che ci assomiglia?
Se ti ci riconosci, ho una lettera per te.
Anche se un impianto biogas non l’hai mai visto.
Lettera di Remus Gaita, titolare di RGS
È un lavoro sporco, pesante e pieno di responsabilità.
Per questo vale, non si finisce mai di imparare, e tra qualche anno varrà ancora di più.
Cerco chi ripara con le mani: meccanico o elettromeccanico, abituato ad arrivare dal cliente e a cavarsela da solo. Non serve aver mai visto un impianto di biogas: serve il mestiere che hai già. Il biogas te lo insegno io.
3 minuti. Le candidature le leggo io, Remus.


Mi chiamo Remus. RGS l’ho fondata io nel 2013, con 700 euro in tasca. Più sotto ti racconto come. Prima però ti devo dire la verità su questo lavoro.
Questo lavoro sembra che non lo voglia fare più nessuno.
Si lavora in mezzo ai campi, su impianti industriali grossi. Le pompe che ripariamo spostano liquame da una vasca all’altra. Su certi lavori si entra con la maschera e l’aria, perché lì dentro l’aria non si respira; l’odore, comunque, la sera te lo porti addosso. Magari passi la mattina a tirare bulloni, magari il pomeriggio ce l’hai il micrometro in mano. I pezzi si alzano con l’autogru. D’estate fa caldo, d’inverno fa freddo.
Io mi ci sono abituato da un pezzo. Ma non te lo nascondo, perché se lo scopri il quarto giorno abbiamo perso tempo tutti e due.
Se sei arrivato fin qui e non hai chiuso la pagina, vai avanti. Forse sei la persona che sto cercando.
Parti dalla sede con il furgone carico, fai i tuoi chilometri, lavori a casa del cliente, trovi il problema, lo risolvi, riconsegni la macchina funzionante e rientri. Il giorno dopo: un altro posto, un altro problema.
Se la tua giornata è già così — sulle macchine agricole, sugli impianti delle stalle, sugli spurghi, sui depuratori, sui mezzi da cantiere, sui compressori — allora hai già la cosa più difficile da insegnare. Il biogas viene dopo, e quello te lo insegno io.
Vale lo stesso se sei un elettromeccanico: se su motori, pompe e generatori ci metti le mani sia dal lato meccanico che da quello elettrico — bruciatorista, frigorista industriale, caldaista, tecnico di gruppi elettrogeni o di compressori — qui sei a casa. Su questi impianti una buona metà dei guasti si trova con il tester in mano, e chi sa fare tutte e due le cose in RGS vale oro.
Se invece hai sempre lavorato in officina, con il carrello degli attrezzi a un metro e il pavimento pulito, te lo dico con rispetto: qui ti troveresti male. È già successo.

Tre minuti dal telefono. Le candidature le leggo io.

Un impianto di biogas fermo brucia migliaia di euro al giorno. Quando si ferma, il titolare non chiama un numero verde. Chiama te.
Arrivi. Trovi il guasto. Lo rimetti in moto.
In quel momento non sei “un dipendente”. Sei quello che gli ha salvato il mese. E lui se lo ricorda.
Questi impianti ti forgiano. Ti fanno diventare duro, capace, difficile da sostituire. Chi fa questo mestiere per qualche anno è un gladiatore — e in giro ce ne sono pochi.
Il biometano in Italia sta esplodendo. Gli impianti aumentano. I tecnici che ci sanno mettere le mani, no.
Tra qualche anno questo mestiere varrà ancora di più, e chi entra adesso si troverà dalla parte giusta. In più produci energia rinnovabile con le tue mani: non lo metto al primo posto, ma la sera conta anche quello.
Non cerco il curriculum perfetto. Cerco una persona che ha fame: fame di imparare, fame di crescere, fame di farcela.
Probabilmente oggi sei in un posto dove sei un numero. Fai il tuo lavoro, lo fai anche bene, ma nessuno se ne accorge: il tuo valore lì dentro non lo riconosce nessuno.
E se provi a guardarti avanti di cinque o dieci anni, ti vedi ancora lì. Stesso posto, stesse mansioni, più o meno gli stessi soldi.
Io ti offro l’opposto: un mestiere che nessuno ti può portare via.
Il mondo sta cambiando in fretta e tanti lavori spariranno: l’intelligenza artificiale ne cancellerà una parte, e chi oggi fa un lavoro che può fare chiunque, fra dieci anni rischia di trovarsi con niente in mano.
Un impianto fermo in mezzo a un campo, però, non lo ripara un computer. Ci vuole uno che sale, apre, capisce e rimette in moto. Quelle competenze restano tue per sempre, te le porti dietro ovunque, e valgono di più ogni anno che passa.
È così che diventi la persona che a casa può dire: “la mia famiglia la mantengo con quello che so fare io”. Ed è anche così che i tuoi figli ti vedono tornare la sera e sanno esattamente che mestiere fa il loro padre.
Poi c’è la parte che nei requisiti non si scrive mai. Cerco una persona:
Non serve il curriculum perfetto. Serve che tu ci sia.


Una figura sola, che però può arrivare da due strade diverse. Tutte e due mi vanno bene.
Se ti riconosci in una delle due, candidati. Se le sai fare tutte e due, allora dobbiamo proprio parlarci. E se non sai in quale delle due stai, mandami la candidatura lo stesso: lo capiamo insieme.
In pratica ti chiedo tre cose: di abitare entro 35 km da Pontenure (PC), perché la giornata parte e finisce in sede tutti i giorni; di avere esperienza vera da meccanico o da elettromeccanico — dove l’hai imparata mi interessa meno, conta che tu sappia arrivare, capire e risolvere da solo; e la patente B.
Non ti chiedo esperienza nel biogas. Anche chi arriva da un altro impianto, di solito, conosce una marca sola o una macchina sola. Qui si impara tutto da capo, tutti.
Te lo dico adesso, così ci risparmiamo un colloquio.
Non è cattiveria. È che queste persone qui non durano, e stanno male loro per prime.
Tre minuti dal telefono. Ti richiamo io.
Niente giri di parole, e niente lordo sparato grosso che poi in busta si sgonfia. Ti dico quanto ti resta in tasca, mese per mese, e in quanto tempo sali.
Ingresso · mesi 0-6
≈ 2.500 €
netti al mese
Livello C2 — CCNL Metalmeccanici
Autonomo · mesi 6-12
≈ 2.610 €
netti al mese
Superminimo 200 €
Senior · mesi 12-18
≈ 2.820 €
netti al mese
Superminimo 500 €
Diciotto mesi. Non sono promesse: sono tappe con una data e una cifra, e si bruciano con quello che dimostri.
Sempre inclusi, dal primo giorno
La base contrattuale è da 1.980 € a 2.210 € lordi al mese per 13 mensilità, secondo il livello d’ingresso. La differenza tra quel lordo e i 2.500 € che vedi qui sopra la fa l’indennità di trasferta, che non è tassata: sugli impianti ci vai quasi tutti i giorni, e ogni giornata fuori vale 46,48 €.
Se non hai esperienza nel settore entri in affiancamento. Se hai già lavorato su biogas e cogenerazione, il livello lo decide quello che mi fai vedere nella prova.
Su un anno, tra trasferta e welfare, sono 11.000-12.000 € che negli altri annunci non trovi.
E oltre ai soldi:
Il primo passo lo fai adesso, il resto lo vediamo insieme.

Le cifre dei primi diciotto mesi le hai già viste. Dietro quelle cifre ci sono le tappe, e qui le tappe si bruciano con quello che dimostri, non con il calendario. Non devi aspettare che qualcuno vada in pensione.
A ogni tappa crescono il livello, la retribuzione e la responsabilità.
Qui la regola è semplice: o cresci o esci.
Non è una minaccia, è come funziona una squadra piccola: chi si ferma lo pagano gli altri, che si caricano il lavoro suo. Per questo io mi prendo l’impegno di darti tutto quello che serve per crescere — affiancamento, corsi, patentini, tempo — e tu ti prendi l’impegno di usarlo.
Il resto del piano te lo faccio vedere io, di persona.
Quello che hai letto fin qui è l’ingresso. Per chi entra ho in mano un piano di carriera scritto: le tappe, le cifre di ogni tappa, cosa devi dimostrare per salire e in quanto tempo. Non è un discorso motivazionale, è un foglio con dei numeri sopra.
E dentro c’è la parte di cui su una pagina web non ha senso parlare. L’auto aziendale, che a un certo punto del percorso diventa la macchina con cui accompagni tuo figlio a scuola. Una quota legata ai risultati dell’azienda, perché se l’azienda va bene grazie anche a te, è giusto che ne veda una parte. E il tavolo dove si ragiona sul passo più grosso di tutti: arrivare a lavorare per te stesso, con me che ti do il metodo e ti apro le porte, invece di metterti i bastoni tra le ruote.
Non lo scrivo qui per due motivi. Il primo è che sono numeri che cambiano da persona a persona, e sparati su una pagina non vogliono dire niente. Il secondo è più semplice: quel piano lo apro solo con chi ha il profilo in linea con quello che cerco e supera le sessioni di selezione. Con tutti gli altri sarebbe una chiacchiera inutile, per me e per loro.

Il piano di carriera lo apro con chi arriva in fondo alla selezione.
A 18 anni ho lasciato la Romania con il pollice alzato sul ciglio di una strada.
Era il 2004. Sono arrivato in Italia in autostop, senza un mestiere in mano.
Ho cominciato dal basso, nel senso vero della parola: montavo ponteggi. Poi è arrivata l’officina. Anni a smontare e rimontare motori di camion, con il grasso fino ai gomiti.
Ma avevo un conto aperto con me stesso: non avevo finito gli studi.
Così la sera, finito il turno, mangiavo un panino in macchina e correvo al serale. Certe sere mi addormentavo sul banco. Uscivo da scuola a mezzanotte, cenavo a casa a notte fonda, e alle 5 ero di nuovo in piedi per ripassare, prima di tornare in officina.
Mi sono diplomato perito meccanico. E nel 2011 ho trovato la mia strada: gli impianti di biogas.
Il primo — 996 kilowatt — l’ho visto nascere da un campo vuoto. In cantiere ho lavorato a fianco di muratori, elettricisti e idraulici, per rubare il mestiere a ognuno di loro. Quando l’impianto è partito, l’hanno messo in mano a me. È diventato un’ossessione: lo controllavo di giorno, lo controllavo di notte da casa, e non dormivo finché il problema non era risolto. Dopo un anno e mezzo ne gestivo conduzione e manutenzione, e intanto coordinavo la costruzione di altri quattro.
Pensavo di avercela fatta.
Nel 2013 l’azienda ha chiuso.
Mi sono ritrovato a casa. Una compagna, due figli, e tutta quell’esperienza che di colpo non interessava a nessuno. Ho bussato a tante porte. Nessuno mi ha assunto.
Mi erano rimasti 700 euro.
Con quei 700 euro ho aperto la mia azienda. Eravamo in due: io e me stesso. Un motore alla volta, un cliente alla volta, qualcuno mi ha dato fiducia. Quell’azienda oggi si chiama RGS.
È cresciuta. Prima del Covid eravamo in undici, con tecnici che gestivano le manutenzioni in piena autonomia. Poi è cambiato tutto, e per restare in piedi ci siamo dovuti rimpicciolire.
Te lo dico perché qui non si vende fumo: io non sono arrivato. Sono ancora in viaggio.
Oggi RGS è una squadra piccola con un problema grande: i clienti chiamano, e troppo spesso devo dire di no. Non perché manca il lavoro. Perché mi manca qualcuno di cui fidarmi, con cui dividere la fatica.
Non cerco un dipendente. Cerco un compagno di viaggio.
Quello che ho io è la mappa: quindici anni su questi impianti, e un metodo che ho costruito apposta per insegnarli. La strada che a me è costata quindici anni di testate, tu la fai in una frazione del tempo, perché le testate le ho già prese io.
Io sono la guida: ti do la mappa, gli strumenti, il metodo e ti cammino accanto. Ma la montagna la devi scalare tu, con le tue gambe. Nessuno può farlo al posto tuo, e chi ti promette il contrario ti sta prendendo in giro.
E in un’azienda piccola succede una cosa che in una grande non succede mai: ogni persona conta. Quello che fai con le tue mani e con la tua testa si vede il giorno dopo: nei clienti a cui finalmente possiamo dire di sì, nell’azienda che cresce, in quello che porti a casa.
L’eroe di questa storia non sono io. È il prossimo che parte.
E adesso ti dico una cosa che nessun datore di lavoro ti dirà mai.
Questo è un mestiere artigiano: il valore sta nelle mani e nella testa di chi lo fa. Nel biogas è andata quasi sempre così — chi è diventato davvero bravo, a un certo punto si è preso un furgone e si è messo in proprio. È esattamente quello che ho fatto io.
Se un giorno vorrai aprire la tua azienda, sarò io il primo ad aiutarti: a trovare i primi clienti, a darti il metodo di lavoro che usiamo qui, a dirti come si fanno i preventivi e come si tiene in piedi un’attività. Perché so cosa vuol dire farsi tutta la strada da solo, senza nessuno che ti spieghi niente.
Mi farebbe piacere che tu restassi a crescere con noi, questo è ovvio. Ma non voglio tagliare le ali a nessuno: non voglio negare a nessuno la possibilità di provarci, di tentare, di farcela.
Non è una promessa scritta su un contratto. È il modo in cui voglio far crescere questa azienda: con dei compagni di viaggio, non con dei numeri.
Remus GaitaTitolare di RGS S.r.l.
Tre minuti dal telefono. Le leggo io, la sera, una per una.
La ricerca resta sempre aperta: se oggi il posto è occupato, la tua candidatura resta valida per il prossimo.
Se hai ancora un dubbio, scrivilo nel modulo: ti rispondo io.
Non ho mai visto un impianto di biogas. Ha senso candidarmi?
Sì. Se hai mani da meccanico e la tua giornata è già fatta di furgone, clienti e sporco, hai la base giusta. Il resto lo impari qui, con l’affiancamento e con i nostri corsi.
Sono elettromeccanico, non meccanico puro. Mi volete lo stesso?
Sì, e parecchio. Su questi impianti metà dei guasti si trova con il tester: motori, generatori, quadri di potenza, sensori. Se sai muoverti sia sul meccanico che sull’elettrico, sei esattamente quello che cerco.
Abito a più di 35 km. Posso candidarmi lo stesso?
Solo se hai già lavorato davvero su impianti di biogas, biometano o cogenerazione e sei disposto a trasferirti vicino a Pontenure. In quel caso scrivilo nel modulo: la prova è diversa e ne parliamo.
Posso tenere il furgone a casa e partire da lì?
No. Si parte e si rientra in sede, ogni giorno: lì ci sono officina, ricambi e attrezzatura.
Che orari si fanno?
8–13 e 14–17, dal lunedì al venerdì. Tutto il resto è straordinario, contato al minuto e pagato.
Si dorme fuori?
Di norma no: le trasferte sono in giornata. Può capitare, di rado, per un impianto lontano o un lavoro lungo.
È un lavoro pericoloso?
È un lavoro dove la sicurezza è una cosa seria: gas, corrente, carichi sospesi, spazi confinati. Per questo ti formiamo, ti diamo le protezioni giuste e le procedure si rispettano sempre. Chi le prende alla leggera qui non lavora.
Che contratto è?
CCNL Metalmeccanici Industria, assunzione diretta in RGS a tempo indeterminato. Il livello d’ingresso dipende dalla tua esperienza: lo vediamo insieme al colloquio.
Se leggendo ti sei riconosciuto, non pensarci una settimana.
Quelli che “ci pensano” restano dove sono. Quelli che hanno fame compilano il modulo stasera.
Ti rispondo io. Remus.
P.S. — Se stai pensando “non ho mai lavorato nel biogas”: è esattamente il punto. Non cerco uno che sappia già il biogas: cerco un meccanico o un elettromeccanico che sa già riparare, e che ha voglia di imparare un mestiere che tra qualche anno varrà molto di più di oggi.
P.P.S. — Fra dieci anni il lavoro che fai oggi ci sarà ancora? Se la risposta ti mette un dubbio, quel dubbio è il motivo per cui dovresti compilare il modulo adesso.
RGS S.r.l. — Pontenure (PC). La posizione è aperta a candidati di entrambi i sessi (L. 903/77).
I dati della candidatura sono trattati secondo l’informativa privacy e conservati per 18 mesi, 36 se acconsenti a essere ricontattato per posizioni future.